ATTENZIONE ALLE CIMICI ASIATICHE!

 

In autunno l’abbassamento delle temperature e la

fine dei cicli vegetativi di molte coltivazioni e piante

spontanee inducono alcune specie di insetti a trovare

rifugio nelle abitazioni. Questi insetti passano

l’inverno allo stadio adulto e per sopravvivere ai

periodi più freddi cercano riparo in ambienti protetti

e/o riscaldati. In primavera, poi, abbandonano questi

rifugi per portarsi sulla nuova vegetazione dove si

alimentano e si riproducono, continuando così il loro

ciclo biologico.

Siamo ormai abituati da anni a vedere in autunno la

cimice verde (Nezara viridula) tentare di intrufolarsi

nelle nostre case, nascondendosi nei panni e negli

indumenti stesi al sole, oppure entrando direttamente

da porte e finestre lasciate aperte. Questo

pentatomide, un tempo diffuso nell’Italia centromeridionale,

è diventato comune anche da noi,

grazie al progressivo incremento delle temperature.

Oltre a questa specie negli ultimi anni è stata

segnalata la presenza di altri insetti, in genere

originari di altri continenti e accidentalmente

introdotti in Europa, che si comportano in modo

simile. Ne sono un esempio il cimicione delle

conifere Leptoglossus occidentalis, di origine

nordamericana, e la coccinella Harmonia axyridis,

originaria dell’Estremo Oriente. Spesso questi insetti

si rinvengono in numero elevato sia sulle pareti

esterne degli edifici, soprattutto su quelle esposte a

sud, sia dentro le abitazioni. Non risultano dannosi

per le persone, ma arrecano fastidio se presenti in

numero elevato e inoltre emanano uno sgradevole

odore se vengono inavvertitamente schiacciati.

La cimice asiatica Halyomorpha

halys (Hemiptera: Pentatomidae)

Questo insetto, originario dell’Estremo Oriente e

segnalato per la prima volta in Italia nel 2012 in

provincia di Modena, è stato ritrovato in Piemonte

già nel 2013, nel Cuneese. Nel corso del 2014 e del

2015 ha causato danni importanti nei frutteti (pesco,

melo, pero) e su colture erbacee quali mais di

secondo raccolto e soia. É una specie altamente

polifaga, adulti e giovani si nutrono a spese dei

tessuti vegetali, soprattutto di frutti e semi, di molte

colture, causando danni rilevanti. Non avendo

limitatori naturali specifici nel nostro continente,

questa cimice si sta diffondendo velocemente in

nuove aree, con un progressivo incremento delle

popolazioni.

La lotta diretta con insetticidi per la protezione delle

colture non risulta agevole, sia per la scarsa

disponibilità di sostanze attive efficaci, sia per la

necessità di rispettare gli intervalli di sicurezza dei

formulati usati sia, ancora, per la mobilità degli

adulti di questa specie in grado di spostarsi

velocemente da una coltivazione all’altra. Anche

questa cimice, in autunno, cerca rifugio nelle

abitazioni per sopravvivere al periodo invernale.

Cosa fare?

Considerando che si tratta di un insetto

particolarmente dannoso, con popolazioni destinate

a crescere anno dopo anno, è senz’altro utile tentare

di eliminare gli adulti che cercano riparo nelle

abitazioni, tanto più se si presentano in numeri

consistenti. Cimici e altri “intrusi” possono essere

preventivamente “scovati” dai loro ricoveri

(cassonetti, anfratti, etc.) utilizzando i classici

elettrodomestici atti alla pulizia e successivamente

catturati con mezzi aspirapolvere. Va tenuto

presente che se si vuole eliminarli immergendoli in

acqua si deve aggiungere del sapone liquido per

impedire che vengano a galla. Nel caso le cimici

fossero rinvenute in edifici non adibiti ad abitazione

come magazzini o sottotetti, è possibile utilizzare gli

insetticidi autorizzati per l’uso domestico. Eliminare

gli adulti svernanti delle cimici, in particolare di

quella asiatica, può contribuire a contenerne lo

sviluppo e quindi a ridurre i danni sia alle colture

agrarie che agli orti e ai frutteti famigliari.

Per ogni informazione e segnalazione rivolgersi a: entomologia@regione.piemonte.it

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